Scegliere la carne di qualità fa bene due volte

Mangiare carne di qualità, proveniente da allevamenti al pascolo ed etici come quelli di Casa Serra è una scelta che fa bene alla salute tua e dell’ambiente. Scopri perché nel nostro nuovo approfondimento!

Le ricadute dell’allevamento intensivo

L’allevamento intensivo si basa su grandi quantità di mangimi, soprattutto soia e mais. Queste colture intensive, a loro volta, necessitano di pesticidi e fertilizzanti chimici che riducono la fertilità del suolo e ne modificano la biodiversità, oltre a produrre un numero considerevole di emissioni. Senza considerare l’inquinamento dovuto al trasporto dato che spesso queste coltivazioni si trovano a migliaia di chilometri dall’allevamento a cui sono destinate. Tieni presente, poi, che più le coltivazioni sono vaste, più necessitano di acqua e macchinari di grandi dimensioni, pesanti che tendono a compattare il suolo.

Quanta acqua serve per l’allevamento intensivo?

Se si tiene conto delle quantità necessarie ad abbeverare gli animali e quelle necessarie a irrigare il mangime, negli allevamenti intensivi, secondo le stime di Slow Meat, per produrre un chilogrammo di carne bovina sono necessari circa 15.500 litri d’acqua. Tradotto in percentuale, significa che il 23 per cento dell’acqua dolce disponibile sul nostro pianeta viene dedicata all’allevamento di bestiame.

L’allevamento intensivo riduce la biodiversità

L’industria dell’allevamento intensivo ha incoraggiato l’uso di razze e ibridi che crescono rapidamente e si adattano nelle stalle, contribuendo alla scomparsa di parte della biodiversità. Considera che negli Stati Uniti il 60 per cento del bestiame proviene da tre sole razze. Al contrario, noi di Casa Serra abbiamo scelto di prenderci cura anche della salvaguardia della Varzese, una delle pochissime razze bovine autoctone della Lombardia, in onore dei nostri numerosi clienti di Milano e delle provincie lombarde.

L’allevamento intensivo e i costi per gli animali

Negli allevamenti industriali e intensivi, al contrario che nei nostri pascoli, gli animali trascorrono gran parte della loro vita all’interno di spazi angusti e piccole gabbie. I bovini raramente pascolano all’aperto e, quando lo fanno, sono disponibili solo piccoli recinti. I bovini, che naturalmente mangerebbero solo erba o fieno, sono costretti a nutrirsi di soia, insilati di mais, cereali, antibiotici e sottoprodotti industriali. Questa dieta innaturale, oltre a non essere vantaggiosa per la salute dell’uomo, negli animali produce gonfiore allo stomaco, diarrea e altri problemi.

Scegliere un altro allevamento è possibile

Scegliere carne italiana di qualità, proveniente da un piccolo allevamento all’aperto come quello di Casa Serra, come abbiamo visto, significa avere un occhio di riguardo per la salute dell’ambiente e degli animali, oltre che per la propria. Vuol dire garantire ai bovini una vita dignitosa, ma anche migliorare il loro stato di benessere, con conseguente aumento della qualità del prodotto sia in termini assoluti che nello specifico per sicurezza, qualità organolettica e nutrizionale.

Home>Carne Bovina>Carne sostenibile>Quali sono i costi per l’ambiente dell’allevamento intensivo?

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